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II curriculum, una tappa obbligata (e molto spesso un percorso di guerra) per coloro che cercano un nuovo posto, e soprattutto per chi si rivolge per la prima volta al mondo del lavoro.
Le caratteristiche personali. L'obiettivo delle indicazioni e domande che troverete di seguito è quello di riflettere sulle proprie caratteristiche personali e sulle esperienze maturate, per valutare quali fra queste e fino a che punto possano essere trasferite nel proprio contesto professionale. Si tratta di attingere alla propria storia e scovarne nessi e collegamenti con la sfera professionale per caratterizzare, definire, promuovere e vendere il prodotto "se stessi". |
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Il colloquio di lavoro è sempre un'opportunità che va sfruttata al meglio dal candidato. E' importante dunque non sottovalutarlo e presentarsi con una buona preparazione e un buon allenamento per rispondere correttamente alle domande.
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Come premessa al Curriculum vero e proprio occorre inserire una lettera di presentazione, di una pagina. La lettera in genere richiama l'annuncio letto o presenta brevemente la nostra attuale situazione ("... avendo di recente terminato la facolta' di ..."). La lettera di accompagnamento non presenta molti contenuti relativamente all'esperianza professionale/formativa ma può contenere dei richiami molto mirati sulla nostra motivazione ad appartenere a quella organizzazione, o mostrare in una velocissima sintesi perchè la nostra figura ben corrisponde al profilo cercato dall'azienda. |
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Se vuoi darti più chance, più opportunità per trovare un posto di lavoro, allora dico sì! In fondo, diciamo la verità, non possiamo di certo sostenere che chi non invia una lettera di presentazione, oppure chi la scrive in maniera poco corretta o banale sicuramente sarà scartato dalla selezione. Può succedere che chi ha inviato il cv incontri un selezionatore che non dia molta importanza alla lettera di presentazione, o addirittura non la legga. Cerrtamente chi invia una lettera di presentazione ha più chance di successo. Ed è questa in fondo la priorità di chi cerca un lavoro o cerca di cambiarlo: darsi le maggiori opportunità di successo. Opportunità che crescono in maniera determinante se poi oltre che ad inviare la lettera di presentazione, ne curiamo la forma, i contenuti, lo stile. |
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In materia di selezione del personale accade talvolta che le società prevedano dei moduli prestampati che i candidati devono compilare. Altre volte, pur non presentando moduli prestampati, le società chiedono genericamente di inserire la dizione "Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base art. 13 del D. Lgs. 196/2003." In molti casi infine sono i candidati stessi ad inserire spontaneamente la dizione sopra detta a fine curriculum.
Innanzitutto va fatta la distinzione tra dati comuni e sensibili contenuti nei curriculum. In presenza dei primi non è difatti necessario richiedere e ottenere il consenso se le società li trattano a fini pre-contrattuali e non li mettono a disposizione di terzi (per scopi diversi dall'esecuzione di obblighi contrattuali). Il consenso è, invece, obbligatorio se nei curriculum sono presenti informazioni a carattere sensibile (ad esempio, appartenenza a particolare categorie protette). Ora potendo accadere che un candidato inserisca un dato sensibile non essendone consapevole è opportuno prevedere una informativa standard sempre. La prassi di inserire o richiedere l'inserimento della formula autorizzatoria generica non rappresenta una prassi corretta. Il consenso al trattamento dei propri dati deve essere rilasciato in modo consapevole ed informato, e quali informazioni ha in questo caso il candidato sul destino dei dati che sta conferendo? Nessuna. Una prassi corretta dovrebbe prevedere un informativa al candidato dove si indicano finalità e modalità del trattamento, i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati e l'ambito di diffusione, i diritti di cui gode l'interessato (articolo 13), il titolare del trattamento a cui rivolgersi per aver conto dei propri dati ecc.
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No, esistono diversi modelli di curriculum: quello cronologico, quello funzionale e quello misto. Indubbiamente il più utilizzato è quello cronologico che elenca le esperienze professionali e la carriera scolastica, dalle tappe più recenti a quelle più remote. Questo tipo di curriculum dunque si focalizza sul tipo di percorso scelto, sulla storia della nostra conoscenza e formazione. Il curriculum funzionale al contrario riordina la storia del candidato in sezioni che enfatizzano le capacità per funzioni aziendali; questo modello è generalmente utilizzato da persone con diverse esperienze alle spalle. Può per esempio essere molto utile per mettere in evidenza abilità importanti non utilizzate in esperienze recenti. Il modello misto è una sintesi dei due modelli precedenti. Il modello di curriculum va scelto in base alle esigenze del candidato, ed agli aspetti che si vogliono sottolineare. |
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