I lavori offerti sul giornale

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I lavori offerti sul giornale

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Direttore generale, commercialista, magazziniere. Un tempo negli annunci di lavoro si leggeva questo. Era l'Italia delle fabbrichette, delle imprese a gestione familiare, delle professioni. Oggi invece siamo nel terziario del Terzo Millennio: per cui gli annunci reclamizzano posizioni da 'Sales Account Manager Banking', o 'Tecnici Applicativi Export'. Di antico è rimasta solo la segretaria, sempre bella presenza, sempre massimo 22 anni. Un tempo si cercava 'serietà, umiltà, disponibilità': oggi invece spopola la propaganda aziendalista, non c'è annuncio importante che non reciti: "Entra a far parte anche tu di una squadra vincente!".


L'Isfol, che si occupa di sviluppo e formazione professionale, ha appena pubblicato un'indagine sulle offerte di lavoro pubblicate sui quotidiani. Ne viene fuori un barometro delle trenta professioni più richieste dalle imprese.

Le prime posizioni sono saldamente occupate dall'immarcescibile "agente" e dal "venditore". Uno, appunto, dei primissimi lavori che si offrono ad un giovane senza esperienza ma volitivo. Sottocategorie del medesimo lavoro sono l'"agente di vendita" (in sesta posizione nella classifica Isfol) e l'"agente monomandatario": parola misteriosa, che vuol dire in effetti che si lavora per una sola azienda.

Scendono invece gli annunci per "operatore di call center" (nel 2005 sono state pubblicate 14 mila offerte, mentre nel 2006 poco più di 4 mila). Al quarto posto del barometro si colloca l'"operaio", sempre dato per scomparso, come i panda. Invece proprio in fabbrica si trova lavoro: le inserzioni per queste figure professionali, specializzate e non, sono aumentate in maniera clamorosa (più 48% in due anni).

Al quinto posto compare un fantomatico Consulente, e chi più ne ha più ne metta. Sono consulenti i portaborse che lavorano alla Camera, i laureati che lavorano nei musei, gli autori televisivi, i sociologi e in generale tutte le professioni intellettuali, dove la competenza è alta, lo stipendio basso. Novità della classifica di questo anno è l'ottavo posto conquistato a colpi di master e specializzazioni dal neo-laureato. Secondo l'Isfol questa nuova considerazione per il titolo di studio sarebbe dovuta alla riforma dell'ordinamento universitario: le imprese avrebbero quindi aggiornato il diploma, con la laurea breve.

Ma in un paese in cui la buona vecchia raccomandazione non passa mai di moda, ecco che resta poco spazio per trovare lavoro con un annuncio di giornale, figurarsi con il tanto raccomandato curriculum europeo. Secondo la ricerca Excelsior, condotta annualmente da Unioncamere il 61,9 delle imprese assume per conoscenza diretta, o per segnalazione da conoscenti (il 26,3 per cento). In Italia, poi, negli annunci dei giornali i lavori più qualificati non compaiono affatto: qualcuno ha mai letto un annuncio di lavoro per "avvocati" o "economisti"?

All'estero non è così: sull'Economist, come sull'Herald Tribune, si trovano annunci per "urbanisti", "direttori generali" della World Bank, "professori universitari" e "illustratori". In effetti, nei paesi anglosassoni, se chiedete a qualcuno come ha trovato lavoro, nove su dieci vi risponderà con un semplicissimo: "I applied".

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