Il marketing di se stessi

Il marketing di se stessi

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Consiglio spesso alle persone che incontro nelle giornate di formazione o che vengono a trovarmi un libro che si intitola "Il marketing di se stessi" di Riccardo e Maria Ludovica Varvelli, edito dal Il Sole 24 Ore Libri, lo consiglio perchè, se letto con attenzione, e cioè con l'intenzione di cercare qualcosa di interessante per noi stessi, offre concetti di base per riconsiderare la nostra persona.

Il testo  è molto utile anche per chi si accinge ad entrare nel mondo del lavoro perchè pone domande chiave come:
"Sai quanto vali?"
"Hai un'idea di quanto potresti valere?".

L'idea di fondo degli autori è questa: bisogna sapersi promuovere e imporre sul mercato - id est fare marketing di se stessi - rendendosi appetibili, potenziando e valorizzando le proprie capacità.
Tagliare il curriculum secondo l'impostazione dei Varvelli può costituire un passo in avanti per presentarci con successo alle aziende.

Centrato questo aspetto possiamo scrivere il c.v seguendo un ordine logico.
Partiremo con i dati anagrafici e personali. Fate attenzione a dare numeri di telefono ai quali siete effettivamente reperibili, indirizzi giusti, mail precise, questi dati sono i più importanti perché servono all'azienda per chiamarvi tempestivamente per un colloquio, una prova o quanto altro.

Nessuno desidera perdere tempo e i curricula che i selezionatori hanno sulla scrivania sono moltissimi.

Passiamo ora all'iter studiorum, racconteremo cronologicamente i nostri studi cominciando dal diploma conseguito per arrivare alla laurea, le votazioni vanno omesse solo se molto basse.
Specificate invece indirizzi particolari della media superiore, penso al diplomato in Ragioneria, indirizzo programmatori.
Il laureato o colui che ha conseguito il diploma dopo i tre anni di università, specificherà a sua volta:
laurea in scienze della comunicazione, indirizzo comunicazione d'impresa.

Citerei anche il titolo della tesi quando sia vicino all' interesse della azienda a cui mi rivolgo, invio un cv di laureata in economia ad una primaria compagnia assicurativa e richiamo ovviamente la mia tesi sul fenomeno bancassurance.
Non allegate diplomi, abstract di tesi, li produrrete quandi vi saranno richiesti.
Precisate corsi di specializzazione, dottorati, perfezionamenti, parlano del vostro livello di approfondimento culturale.
Un capitolo fondamentale del cv sono le competenze linguistiche. Spiegate come avete appreso la lingua all'estero: progetto Erasmus, stages con AIESEC, soggiorni di studio etc.
Valutatevi seriamente, conoscere fluentemente una lingua è ben diverso da cavarsela con disinvoltura, così come averla praticata solo scolasticamente :bisogna essere sinceri!

Un consiglio, la lingua inglese va conosciuta, siamo di fronte al così detto "esperanto della comunicazione".
Dovrete menzionare espressamente le vostre competenze informatiche e l'utilizzo di internet, siate chiari, precisate il grado di conoscenza dei programmi applicativi e delle procedure.
Nel cv è bene specificare le esperienze professionali svolte descrivendole con cura così da far capire all'azienda che cosa sappiamo fare sul piano operativo. Tenete presente che un'esperienza di lavoro è indice di conoscenze pratiche che si acquisiscono soltanto sul campo, direi che rappresenta il fiore all'occhiello del vostro cv.

Mi permetterei di dirvi che è bene fare esperienze di lavoro anche nel corso degli studi, sono fonte inesauribile di arricchimento personale al pari di uno studio approfondito di un tomo universitario.

Se avrete occasione di parlarne con un vostro coetaneo straniero vi deluciderà in merito: all' estero studiare e lavorare è la norma e non l'eccezione.

Del resto come si può voler diventare manager o comunque occupare ruoli di responsabilità, se non si riesce neanche a contribuire al proprio mantenimento?

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