
Presentarsi bene per iscritto |
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Qualcuno non lo ha mai scritto, qualcuno ha deciso di non usarlo più, qualcun altro usa lo stesso da vent´anni. Ma il curriculum, quale che sia l´età, la professione, l´esperienza accumulata, rimane sempre e comunque un potente strumento di lavoro: più di un biglietto da visita, più di un sito Internet personale. Spiega perché presenti il tuo curriculum, quale che sia il motivo dell´invio. Allegato a una proposta commerciale inviata a un cliente, in risposta a un annuncio su un giornale, come autocandidatura presso un´azienda, uno studio professionale o una società di consulenza: in ogni caso il curriculum deve essere in qualche modo presentato. E in particolare se rispondi a un annuncio o ti autocandidi è bene allegare il curriculum a una lettera di accompagnamento e di presentazione all´interno della quale troveranno posto alcuni elementi essenziali: un´intestazione con i tuoi dati (è vero: sono scritti anche nel curriculum, ma ´repetita iuvant´!), perché stai inviando il curriculum (se in risposta a un annuncio, indica quale!), perché dovrebbe essere interessante la lettura del tuo curriculum, quali sono i dati più importanti e significativi che il lettore troverà. Crea un po´ di ´suspense´, invoglia a leggere! Ma cerca di essere breve: è una lettera, non un romanzo.
Personalizza il curriculum: con un pc e una stampante è possibile fare tutte le modifiche necessarie per adattare, nella forma e nei contenuti, il curriculum e la lettera di presentazione al tuo interlocutore. Evita quindi le fotocopie con l´aggiunta di data e destinatario scritti a mano: sembra che tu invii curriculum a centinaia e quello sia solo uno dei tanti che hai spedito. Magari è vero, ma è meglio non dirlo. Se conosci nome e cognome del destinatario mettili nella lettera di accompagnamento: sembrerà meno impersonale. E adatta i contenuti del curriculum in funzione dell´interlocutore: se ti proponi come animatore di un villaggio turistico potrebbe essere poco interessante la tua tesi sui campi di concentramento, se offri la tua collaborazione a un banca meglio evitare le tue esperienze di hacker. Rendi facilmente leggibile il tuo curriculum. Chi fa lo screening dei curricula per professione impiega pochi secondi per guardarlo e valutarlo: ogni informazione deve quindi essere facilmente riconoscibile e individuabile e il curriculum non deve essere un plico di dieci pagine scritte a caratteri microscopici. Non dovrebbe superare le due pagine: quando si è giovani si fa fatica a riempirne una, quando si è accumulato un po´ di esperienza si finisce per realizzare curriculum che avrebbero bisogno un indice per essere consultati ma all´esaustività sono preferibili poche informazioni, selezionate e significative, segnalando che sono solo alcune delle tante. Suddividi il curriculum in sezioni con un titolo chiaro e contenuti coerenti, e all´interno di ogni sezione ordina le informazioni in modo univoco: se scegli l´ordine cronologico inverso, mantienilo per tutte le sezioni. Fornisci dati anagrafici completi. Nella prima sezione indica i tuoi dati anagrafici: è la sezione più facile, difficile sbagliare. L´importante è ricordarsi di metterli tutti: nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza e/o domicilio, recapiti telefonici (fisso e/o mobile), e-mail ed eventuale sito Web personale (da evitarsi se il vostro account porta il nome del vostro gatto o se vi appoggiate a siti di dubbia moralità), stato civile. Per i più giovani: non dimenticarsi la posizione rispetto agli obblighi di leva. Per professioni in cui la mobilità è importante: non dimenticarsi la patente posseduta e la disponibilità di un´ auto propria. Titoli di studio: le scuole medie non interessano! Il percorso scolastico e formativo che ha interesse per chi legge il curriculum è quello che va dal diploma in poi: se hai un Ph.D. o hai frequentato un corso di specializzazione post-laurea o un master, anche il diploma incomincia ad essere poco significativo. Anche in questo caso, alla completezza delle informazioni è da preferire la loro significatività. Se il percorso formativo extrascolastico (corsi di formazione, stage, tirocini, borse di studio etc.) è limitato, può essere segnalato in questa sezione; se invece è ricco di esperienze che possono essere di interesse per l´interlocutore (i corsi di taglio e cucito non interessano il mondo della finanza) crea una sezione dedicata. Le esperienze professionali: una certificazione delle competenze! Più che gli studi fatti e i corsi frequentati, sono le tue esperienze lavorative precedenti a garantire la tua professionalità e il tuo know-how. Per chi è alla ricerca del primo impiego il problema si fa serio: saltare a piè pari questa sezione o segnalare i due mesi come friggipatatine al fast food? Meglio la seconda ipotesi, certamente, poiché l´avere avuto esperienze professionali anche poco qualificate dice molto sull´intraprendenza e la "voglia di fare" della persona, sulla sua abitudine a muoversi in un contesto organizzativo. Per chi invece è da anni sul mercato del lavoro e ha accumulato numerose esperienze professionali, il consiglio è sempre lo stesso: seleziona ed evidenzia le più interessanti per il tuo interlocutore, quelle che meglio possono garantire le tua capacità e competenze per ricoprire un certo ruolo o per svolgere certe attività. Valorizza ciò che sai e sai fare: dedica una sezione alle tue conoscenze, in particole delle lingue e di pacchetti informatici. E´ vero: oggi una conoscenza minima dell´inglese e l´utilizzo dei principali software di office automation sono prerequisiti a qualsiasi attività professionale, ma non dare nulla per scontato! Indica le lingue che sai e come le sai, scritte e parlate. Indica la tua padronanza degli strumenti informatici: ogni giorno di più, conoscere sistemi operativi e software di vario tipo (dalla videoscrittura alla gestione di database, dall´utilizzo dei browser alla programmazione in linguaggio C++) aumenta la tua ´quotazione´. Naturalmente, se offri la tua professionalità per ruoli legati all´Information & communication technology queste informazioni dovranno avere uno spazio e un risalto maggiori. "Altro"? Sì, ma con giudizio. Una sezione "altro" o "varie" in chiusura di curriculum, può raccogliere tutte quelle informazioni che non rientrano nelle parti precedenti e che possono fare riferimento sia alla sfera personale (hobby, appartenenza ad associazioni varie, ecc.), sia alla sfera professionale (disponibilità a viaggi e trasferte, obiettivi e aspirazioni professionali, ecc.). Ma senza eccedere: se hai l´hobby dei viaggi non è necessario che elenchi tutti i Paesi in cui hai soggiornato, se sei presidente di una associazione ricreativa o culturale non c´è bisogno che ne riporti lo statuto e gli scopi sociali per intero. E attenzione agli obiettivi professionali: va bene essere ambiziosi ma scrivere "vorrei assumere al più presto la direzione generale dell´azienda" non fa un bell´effetto Attenzione all´impaginazione La veste grafica non deve stupire, deve semplicemente aiutare chi legge a trovare in modo rapido le informazioni che cerca e quelle che vogliamo fargli trovare per prime. Crea delle sezioni ben distinte fra loro e dove possibile schematizza i contenuti con un elenco puntato o con l´aiuto di tabulazioni. ...e all´ortografia. Per tutti, neolaureati o professionisti navigati, un errore d´ortografia nel curriculum rappresenta, nel migliore dei casi, una figuraccia. A volte può essere un motivo sufficiente per cestinare il tuo curriculum: e allora, come a scuola, rileggilo più volte e soprattutto non ti fidare dei correttori ortografici dei software di videoscrittura! |
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